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domenica, marzo 07, 2010

La Trilogia della Villeggiatura

Ieri sera io ed Ila-m ci siamo date alla vita mondana, e siamo state in teatro a guardarci la "Trilogia della Villeggiatura" di Goldoni, con la regia di Toni Servillo: tre ore di spettacolo che sono sembrate passare in cinque minuti!
Attori bravissimi, anche se a parer mio l'interpretatrice di Costanza avrebbe potuto fare più scarti con la voce; scenografie ridotte al minimo indispensabile (anche se rimango sempre a bocca aperta vedendole comparire dall'alto!) forse per compensare la bellezza -e il costo- dei costumi.

L'unica pecca è stata la posizione in cui eravamo: sul palchetto più vicino al palco, nel terzo piano. Ma d'altronde erano rimasti pochi posti disponibili, e abbiamo dovuto accontentarci..
E comunque, da quel posto abbiamo potuto vedere particolari che altrimenti ci sarebbe stato impossibile notare, come ad esempio l'effettiva presenza del thè nella tazza di Filippo, o il fatto che nella lettera letta ad un certo punto da Servillo non c'era scritto neanche un suggerimento,al contrario di quella di Giacinta.

Ah, e che nessuna attrice portava il reggiseno!

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domenica, gennaio 17, 2010

Eternal sunshine of a violet mind

L'ho guardato di recente per la seconda volta, e se alla prima mi era piaciuto, a questa si è aggiudicato il secondo posto nella classifica dei miei film preferiti.
Non sto a spiegarne il perchè: in genere adoro i film che presentano un intreccio nel quale è facile perdersi (viva le prolessi ed i flashforward: mica si vede che sto studiando per l'esame di analisi del film?)

Sono di quest'umore.. "mh", di quelli che quando ti chiedono "Come stai?" rispondi, appunto, "mh".
Mi ritrovo ad avere sempre questo umore dopo la fine di uno stage teatrale.
La full immersion in esercizi e prove mi mette di fronte alla verità che nient'altro mi interessa al di fuori del palco, verità che si trasforma in frustrazione quando mi accorgo di credere di non essere ripagata al pari del mio entusiasmo.

Mi domando se io mi stia sopravvalutando, per ora resto nel dubbio.

"Aspetta!"
"Che c'è?"
"Non lo so!"
"Cosa vuoi?!"
"Aspetta! Voglio soltanto che aspetti ..un po'."
"..va bene."
"Davvero?"
"Io non sono sono un'idea, Joel, ma una ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale."

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domenica, ottobre 25, 2009

High and Fly

Ricordo che ero piccola,e in una Pasqua utilizzai la carta di un grosso uovo per costruire un rudimentale paio di ali.
Poi salii sulla scrivania di camera e, saltando giù, provai e riprovai a volare fino a quando mia madre allarmata dai rumori non venne a vedere cosa diavolo stessi combinando.
Per imbarazzo camuffai le mie reali intenzioni con un "Giocavo.."

Da quella Pasqua di anni ne sono passati abbastanza per capire che l'uomo non può volare.
Tuttavia ogni tanto, in altri modi, mi riscopro a saltar giù da quella scrivania con la stessa speranza di quando ero bambina.
Solo che al posto di mia madre ad arrivare sono i Ragni della mia mente.


E loro non si lasciano convincere dal mio "Giocavo.."


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domenica, giugno 28, 2009

La cosa di cui non ho mai scritto

è lo spettacolo teatrale che ci sarà.. ormai domani sera, vista l'ora.
E non ne ho mai parlato perchè mi terrorizza.
Mi terrorizza perchè in ogni angolo della città (e, ahimè,anche nei paesini accanto!), ovunque mi rigiri, lo trovo pubblicizzato sottoforma di volantino attaccato nelle vetrine,come flyer sui banconi dei negozi, per non parlare del cartellone in gigantografia degli eventi estivi proprio nel bel mezzo della via clou della città.

Mi terrorizza non tanto perchè sono una delle attrici, ma la regista.

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giovedì, gennaio 29, 2009

Meravigliosamente straordinario

vederti che cucini in casa nostra: come non abbracciarti e rimpirti di baci?
E portarti il caffèlatte la mattina appena sveglia, spalmarti il cicatrizzante, chiamarti felice per informarti di quel 28 preso all'esame, studiare l'una davanti all'altra la "fuffa" e le "cose serie",cambiare canale quando ti incazzi sui servizi del tg, guardare un film nel nostro letto a due piazze anche se ne utilizziamo solo mezza, e poi fare l'amore come se fosse la prima volta,facendo attenzione alla cicatrice e piangendo per l'emozione di averti ancora fra le mie braccia, sotto alle mie dita, sulle mie labbra..

E vorrei dedicarti più tempo di quello che ho a disposizione.
Attualmente sono divisa fra lo studio ed il teatro, senza contare che la prossima settimana avrò uno stage intensivo con una copagnia olandese, oltre all'inizio di quel cavolo di corso di recupero di grammatica italiana.

..e la stanchezza mi ruba le parole anche questa sera.

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giovedì, settembre 25, 2008

Da qua, in punta di piedi.

E' un periodo di assestamento questo. Uno strano limbo spazio-temporale.
Abituata ai ritmi dello stabilimento balneare mi sembra strano adesso starmene qua, in attesa.

"Qua" non è proprio Firenze città, ma uno dei tanti paesini limitrofi, ad appena dieci minuti di treno. Quella di evitare il cuore della città è stata una scelta voluta: non volevamo correre nuovamente il rischio di essere inghiottite dal grigio tetro delle grandi città.
Perchè sì, non fa differenza: Milano o Firenze, al di là della diversità estetica, restano sempre due grandi, caotiche città.
Qua invece ho quello che cercavo:la tranquillità dei piccoli paesi, ed il verde delle colline quando mi affaccio alla finestra.
L'unica pecca è la FI-PI-LI che attraversa il paesino come una lunga vena marcia: triste segno che, nonostante tutto, allo smog non si può sfuggire a lungo.

La casa è grande,e su due piani.
In realtà è un B&B (senza l'&B), decisamente conveniente visto che nel prezzo (275 € mensili) sono comprese tutte le spese, più carta igienica, detersivi, cambio una volta alla settimana di accappatoi, asciugamani, lenzuola.. e in più il servizio di pulizia di bagni e cucina.
Non ci sono spazi comuni,il che rende ancora più difficile familiarizzare con gli altri 4 inquilini-talpe, perennemente rinchiusi nelle loro stanze.
L'unico che pare felicissimo di scambiare quattro (ma anche otto!) chiacchiere è il proprietario: il Signor Burns.
Il Signor Burns piomba in casa nelle ore più disparate ed imbarazzanti, tipo la cena: si piazza ad un lato del tavolo, a braccia incrociate, e tu resti nel dubbio se offrirgli una forchettata di spaghetti o cosa.
In realtà lui se ne sta semplicemente lì, e dopo aver augurato "Buon Appetito" aspetta che tu, per l'imbarazzo, inizi una qualsiasi conversazione. Conversazione che può andare avanti benissimo ad ore ed ore, senza che tu riesca a dartela a gambe mentre tutti gli altri corrono ai ripari nelle loro stanze.
L'altra sera ho toccato il fondo: non sapendo più che pesci prendere mi sono addirittura ridotta a parlare di matematica, col Signor Burns che non aveva affatto problemi a disquisire dell'importanza delle funzioni applicate alla vita quotidiana.
Poi ha iniziato a parlarmi dei suoi viaggi in Corea, Danimarca, Finlandia.. e non-so-come mi ha trascinata al pc, per farmi sentire la Dance Macabre di Saint-Saens, e stava per iniziare ad illustrarmi il nuovo progetto di un parco in costruzione qui nei dintorni quando, sfinita, ho inventato una scusa e mi sono blindata in camera.

Ma, Signor Burns a parte, la mia vita continua ad un ritmo più o meno lento.
Mi sono iscritta alla Scuola di Teatro qui a Firenze, e al Laboratorio Teatrale giù in provincia, è finalmente nata l'Associazione Culturale tanto sognata con i ragazzi della sede, ed anche lì c'è in progetto di organizzare un'Officina Teatrale autogestita.
Però, tutto questo non mi basta: non avendo ancora effettivamente iniziato niente di tutto ciò, sento il bisogno di trovarmi un lavoro, compatibilmente agli altri impegni.
Qui nei dintorni non ho trovato nulla: la prossima settimana vedrò di orientarmi verso Firenze-Firenze.

Vedremo!

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martedì, agosto 26, 2008

Ascolto Goran Bregovic

e quasi posso toccare la mia voglia di essere sul palco, in questo momento.
Devo frenare il cuore e la mente, per non pensare a tutti questi mesi di immobilità teatrale.

Un paio di notti fa ho avuto l'esplosione, i cui sentori erano nell'aria da giorni.
Diversamente dalle altre crisi, questa volta l'ho avuta direttamente davanti ai miei.
Ho avuto il coraggio di sputare una volta per tutte le mie paure.
Il problema sono le aspettative: le aspettative che ha un genitore sulla vita dei propri figli.
E' normale che un genitore le abbia.
Voglio dire, chi non augurerebbe al figlio una vita migliore della propria?
Ed immagino sia doloroso sentirsi dire che quelle aspettative forse non verranno mai realizzate.
E' doloroso, ma è così.

Ed è altrettanto doloroso per un figlio vedere la delusione sul volto della madre, il disgusto su quello del padre.
Ma cosa ci posso fare io se l'unica mia vera ragione di vita, a parte l'amore, è il Teatro?
Ho vissuto questa estate, in previsione dell'autunno, con due soli pensieri: la convivenza ed il mio ritorno sul Palco.

Ancora una volta mi trovo davanti all'ennesimo bivio: lavorare di mattina, e frequentare la Scuola di Teatro, partecipando anche al progetto del Cantiere Teatrale in provincia; oppure iscrivermi ad una qualsiasi università, dare un esame ogni tanto, ed in parallelo vivere la mia più grande passione.
E poi ci sarebbe il DAMS, ma.. è tutto così confuso. E difficile.
Difficile, perchè non è una decisione qualsiasi.
Non c'è da scegliere fra un thè verde ed uno nero.

Ma della mia vita.

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martedì, luglio 08, 2008

Ieri sera

è stata una di quelle sere in cui ti siedi al tavolo del tuo bar preferito, e mangiando un panino e bevendo birra ti ritrovi con quelli che stanno diventando degli amici a.. progettare. Sì, a progettare e a parlare, senza renderti conto che le ore passano.

I sopracitati sono "i ragazzi della sede", che stanno mettendo su un'associazione culturale.
Abbiamo parlato di un nuovo ciclo di proiezioni di film e di.. un progetto teatrale!!
E' incredibile: neanche un mese fa sono tornata da Milano con l'idea di metter su qualcosa ed ecco che mi si presenta la palla al balzo.
Se tutto va bene il laboratorio (che sarà molto molto aperto ed orizzontale) dovrebbe partire da Settembre, ma non è escluso che durante l'estate ci siano degli incontri introduttivi, per quelle persone interessate che non hanno mai fatto teatro ma che vorrebbero saperne di più.

Il resto della serata è passato fra risate, racconti di esperienze e di episodi, scambi di opinioni, altra birra, e riflessioni sull'attuale società.
E' bello poter avere un gruppo di cui parlare di queste cose.
Sento che saranno (come lo sono già stati in passato) molto incisivi su di me.

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lunedì, giugno 16, 2008

La piccola manifestazione

non è stata come noi più giovani ce l'aspettavamo.
Hanno voluto fare a tutti costi il corteo, e dato che eravamo in pochi (ma buoni) il risultato è stato un po' magro.
Per non parlare di quando, con il corteo, siamo entrati nella via principale della città: noi delle prime file ci siamo lanciati sguardi della serie "adesso ci linciano".
Ma si sa che in pieno giorno i lupi hanno paura, e si sono limitati ad urlare da lontano cose tipo "viva il duce!" o "vi cascasse il culo" (questa la riciclerò) o semplicemente ridendoci in faccia.

Gli altri ragazzi della sede dicono che sia andata bene, per essere stata una manifestazione messa su in pochi giorni.
Il mio sconforto è diminuito un poco, vedendo il loro ottimismo: "Bisogna partire dalle piccole cose, questo è già un piccolo successo!", e se te lo dice uno che ha vissuto gli anni di piombo, forse è vero.

Visto che sono arrivata ad un punto in cui mi manca talmente tanto il teatro che inizio a sognarmelo di notte (e, pure nel sogno, piango dalla felicità), dopo la manifestazione ho parlato del mio progetto teatrale.
Di mettere su qualcosa, magari Pinter.
E quale posto è migliore della sede, per parlare di iniziative culturali?
Massimo ha dato immediatamente la sua adesione, Giulia ha immediatamente reso disponibile lo stabile balneare in cui lavora.

Al più presto ci sarà una piccola riunione, in cui discuteremo sul da farsi.

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venerdì, giugno 06, 2008

Buone nuove

E' incredibile quante cose possano accadere in pochi giorni!
Cerchiamo di andare in ordine, che è una scusa come un'altra per fare una delle mie solite liste:

- il 3 giugno era il compleanno della Sfranta: ben un quarto di secolo.
E fin qui niente di eccezionale, se non fosse che.. i miei gli hanno fatto un regalo!
Già, chi se lo avrebbe mai aspettato.. sull'efficacia del regalo ne ho avuto le prove una mezz'oretta dopo, sentendo le urla di mammallacoque che tentava di fermare i pop corn che, impazziti, dalla macchinetta venivano sputati fuori per tutto il pavimento della cucina.

Quello stesso pomeriggio è stato movimentato da tutta una serie di discussioni con le impiegate delle poste, che si erano intestardite nel non volerci cambiare l'assegno postale della restituzione della caparra. Lo dicevo un anno fa e lo ribadisco un anno dopo, con l'aggiunta di un ulteriore requisito di assunzione: essere bionda platino, ovviamente tinta.
Alla fine, come spesso accade, è arrivato il deus ex machina: ovvero il babbo di sara-sca che, spendendo un paio d'ore con noi in quel cazzo di ufficio, alla fine ha risolto tutto.

La sera, nella cara vecchia sede, è stato proiettato Requiem for a dream.
A mio avviso un film decisamente bello sia dal punto di vista delle riprese che dall'oggetto del film. Sarà che mi ha molto ricordato i testi di Sarah Kane, e che da brava uovoallacoque ho avuto la lacrimuccia sull'orlo dell'occhio per quasi tutto il film.


- il 4 giugno, invece, ha visto me ed ila-m impegnate a risistemare le biciclette, per dare il via ad un'estate che, me lo sono ripromessa, sarà piena di movimento.
La Limitata verrà quindi usata solo in casi estremi.
A proposito della Limitata: ho comprato l'adattatore dell'mp3, così da eliminare il problema del "non prende neanche un canale radio", e babboallacoque invece ha risistemato tutto l'impianto dei freni.

In sella alle nostre biciclette (la mia verrà ribattezzata in qualche modo appena troverò il nome adatto) ci siamo messe alla ricerca di un lavoro.
Ebbene sì, niente Nave dei Folli quest'anno.
Da una parte mi dispiace, perchè alla fine le risate che ci siamo fatti lo scorso anno non credo di averle mai fatte su un posto di lavoro.
Però.. anche le 14 ore lavorative credo di non averle mai fatte da nessun altra parte, aggiunto poi a questa dannata allergia da contatto che mi rende assolutamente incapace di maneggiare frutti di mare e pomodori ciliegini.. ed essendo la Nave dei Folli un Ristorante di specialità di Mare, la vedevo dura.
Così mi sono fatta coraggio (o meglio: sono stata in paranoia per un intero pomeriggio e alla fine mammallacoque ha digitato il numero e mi ha mollato la cornetta del telefono in mano) e ho detto tutto alla Boss che, contrariamente a quanto pensavo.. non l'ha presa affatto male, anzi!
Ha detto di andarla assolutamente a trovare un giorno di questi, perchè è da tanto che non ci vediamo e ha voglia di parlare.
Insomma: come al solito mi sono fasciata il guscio prima di rompermelo ;)

- il 5 giugno abbiamo trovato lavoro sullo stesso posto di lavoro.
Un lavoro a turni. A turni! Questo significa che avrò tempo per fare tutto! Che avremo tempo di fare tutto!
Quasi non ci credo.
E poi.. l'esperienza da barista mi mancava e finalmente entrerò nel mondo segreto delle casse.
Sì, le casse: quelle stesse casse che fin da bambina, alla coop, mi hanno sempre incuriosita.
E finalmente riuscirò a soddisfare interrogativi idioti tipo: c'è un tasto apposito che ti calcola automaticamente il resto in base al contante ricevuto, oppure no? Oppure: cosa c'è scritto sul tasto che fa aprire automaticamente il cassetto dei soldi? E c'è un tasto "caffè", un tasto "cappuccino", un tasto "gelato", e un tasto "ghiacciolo"?
Lo scoprirò solo lavorando!

- il 6 giugno, ovvero ieri, ila-m a iniziato a fare le sue prove di.. aiuto bagnino!
Ebbene sì, al fianco del bagnino tutto muscoli niente cervello ci sarà proprio lei che, tirando fuori tutta la sua virilità.. aprirà ombrelloni, scuoterà le sdraio, pulirà la spiaggia e prenderà il sole alla faccia mia che sarò assaltata da orde di bambini di 10 anni che vogliono il gelato: sigh!

Di sera, invece, siamo state al teatro della provincia, a vedere l'anteprima nazionale di Camera di Sangue, di Angela Carter. L'appuntamento agli spettacoli di Giorgio Zorcù è d'obbligo, ed è inutile stare a parlare della bravura dell'attrice Sara Donzelli che, pur essendo da sola a recitare sul palco, fa per altri 5-6 attori.
Il pianista poi è stato eccezionale: ci ha fatto letteralmente pendere dalle sue dita fino all'ultima nota, e abbiamo impiegato un abbondante minuto per riprenderci da tutto lo spettacolo per poi.. scoppiare in un lungo applauso!

- Oggi. Chissà cosa accadrà di nuovo oggi?
Inutile stare qui al pc a chiederselo: meglio andare direttamente.. a viverlo!

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venerdì, maggio 23, 2008

L'eterna codarda

Riflettendoci sopra mi sono accorta che non è tanto prendere una decisione che mi spaventa, quanto le conseguenze della decisione stessa.
O meglio, affrontare le immediate conseguenze, ecco.
La verità è che sono un uovoallacoque codarda, l'ho sempre detto, e piuttosto che affrontare un problema (e tutto ciò che ne consegue) preferisco rimandare fino all'ultimo e.. magari girarci attorno!

In realtà io, la mia decisione, l'ho presa da tempo.
Ho addirittura scelto la facolta che prendeò il prossimo anno, all'università di Firenze e.. perfino il Laboratorio Teatrale che vorrò fare!
Il problema è: come dirglielo alla compagnia?
Sì, perchè ovviamente vorranno delle spiegazioni, e a me non va di darle perchè sono.. personali.

Fra esattamente 8 giorni faremo ritorno in Toscana, e già siamo alle prese con tutti i problemi del trasloco (è incredibile come gli oggetti abbiano la proprietà di moltiplicarsi, in un anno. Specialmente i libri!), ma io non ho ancora detto nulla alla compagnia.

Entro oggi vedrò di mandare un sms, con il quale chiederò quando potrò andare allo spazio, per salutarli.
Già so che proverò una piccola stretta al cuore, rientrando nello spazio e sentendone l'odore.
Così come mi faranno male i saluti, perchè nonostante le promesse del "Dai, tornaci a trovare ogni tanto!" probabilmente non li rivedrò mai più.

Ecco, sono queste immediate conseguenze che non mi va di affrontare.

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venerdì, maggio 16, 2008

L'eterna indecisa

Solitamente prendere una decisione, anche la più banale, innesca in me uno strano meccanismo di valutazione di pro e contro, di probabilità, di "se" e "ma" che fa variare il tempo della decisione da un minimo di 10 minuti ad un massimo di un paio di settimane, qualora la decisione sia particolarmente importante ed io abbia tutto quel tempo a mia disposizione.

In quel lasso di tempo, accosto ai miei ragionamenti tutta una serie di pareri ed opinioni delle persone più fidate.
Dico "accosto" quando in realtà sarebbe più appropriato dire "tento di far decidere agli altri".
Quando proprio sono in crisi mistica arrivo al lancio della monetina, a fare il gioco del "se.. allora..": insomma, farei di tutto pur di rimandare il momento della decisione.

Alla fine, però, arriva il momento limite: mica posso lanciare tutte le volte una moneta per decidere fra i biscotti al burro o quelli alla crema di riso, no? ;)
La mia insegnante di teatro, "Lore", dice che:
"Hai presente un laghetto di montagna? Fresco, limpido, con tutti i pescetti che chiacchierano allegramente? Ecco, adesso sei nella condizione in cui si troverebbe se qualcuno ci buttasse dentro un enorme sasso: l'acqua torbida, i pescetti impazziti e incazzati, ecc. Devi aspettare che la sabbia di depositi nuovamente sul fondo e che l'acqua torni limpida. Allora potrai vedere davvero quello che c'è dentro di te. "

Mah, speriamo solo di non fare la fine di Narciso, a guardare in questo laghetto che, più che laghetto, mi sà tanto di pozzo.

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martedì, maggio 13, 2008

In questi giorni felici

fatti di "scampagnate" nei parchi di milano, di mostre en plein air, di campi di papaveri, di film serali, di spettacoli teatrali,di BigMac menù, di salsicce e wurstel a colazione, di riscoperta di un sentimento che credevo di aver perso.. arriva la notizia sconvolgente.

Quella che fa parte della categoria "no list", perchè come come puoi metterti lucidamente a stilare una lista dei pro e dei contro, quando si tratta di una decisione che potrebbe.. (esagero? Sì dai, esagero!) .. cambiarti il futuro?

Ieri sera sono entrata nell'ormai familiare scantinato teatrale con in mente la mia decisione di lasciare, a malincuore, il laboratorio.
Ho fatto due calcoli prettamente economici, e aggiungendo il pessimismo di fondo.. ho visto che forse non conviene rimanere qui anche tutto il mese di giugno.
Perchè.. se andasse allo stesso modo di maggio?
Quanti incontri abbiamo fatto questo mese, in cui eravamo al completo?
Io non lo ricordo.
Ed è logico che in una situazione del genere il progetto di uno spettacolo va a farsi fottere ma.. è davvero questo l'importante?
No.
O meglio, non per me.
E mi sembrava veramente assurdo, ieri sera, sentirmi parlare in quel modo.
Perchè con gli occhi fissi sullo spazio mi vedevo a far capriole ed esercizi vocali, ed improvvisazioni proprio lì. Su quel familiare, sporco linoleum nero.

E quando Lui ha decretato la fine della chiacchierata, andando a fumare una sigaretta negli spogliatoi, e quando io mi sono alzata da quella cazzo di maledetta sedia..
è scattato un.. un..
un non so. E' stato orribile.
L'idea di non fare teatro per tutta l'estate mi uccide. Figuriamoci l'anticipare questa cosa.
E sono scoppiata a piangere.
Con Clelia che mi teneva la mano, con la sua così infinitamente più fragile della mia.
Poi mi hanno chiamata nello spogliatoio e..

"Perchè devi andare via a giugno? E'.. è una decisione imposta o devi proprio farlo?"
"Stavo pensando che potrebbe vedere le prove dello spettacolo, fino a quando non torna giù in toscana. E' pur sempre un modo di fare teatro e.."
"No, quello sarebbe un contentino. Non mi sento di darglielo, nè immagino che lei vorrebbe accettare. Io pensavo a qualcosa di diverso. Stavo pensando che da qui a fine giugno potrebbe lavorare con noi. Con la compagnia. Come hanno fatto Clelia e Giulia, prima di entrare in compagnia. Sarebbe un periodo in cui sia tu che la compagnia potrebbero riflettere su un futuro. Un futuro nella compagnia."

E perchè mi sento la testa così confusa da sembrare quasi vuota?

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martedì, aprile 08, 2008

La catarsi


La sede del laboratorio teatrale è in uno scantinato.

C'è questa grande porta metallica, grigia chiara, un po' scrostata, che ti fa pensare ad un parcheggio sotterraneo. Ed invece la piccola discesa di cemento porta ad un seconda porta. Più piccola e più robusta.
Dopo la porta, a destra c'è un minuscolo bagno. A sinistra, degli armadietti con l'occorrente per fare le pulizie. Continuando a dritto invece una porta a vetri, contro la quale rischio sempre di sbattere.

Poi cinque gradini.
Un pianerottolo sul quale sta un vecchio ma comodo divano. Altri cinque gradini. Ed infine lo spazio prove, con il pavimenento di linoleum nero, morbido, e quell'odore di gomma così familiare.
Ci cambiamo in un'altra stanza/sgabuzzino, e poi a piedi nudi iniziamo il training fisico, ascoltando la musica, che facilita la concentrazione.
Per un'ora e mezza sono solo muscoli tirati, scrocchi di ossa, respiri ritmati e sudore lungo la schiena. Sono capriole, salti, giravolte, corse e stop controllati, e da ieri (della seria "non si finisce mai di imparare!") anche ruote. Io, che non avevo mai saputo fare la ruota, al quarto tentativo ho ottenuto un buon risultato.
La musica mi facilita anche l'improvvisazione fisica.
Mi dimentico della mia goffaggine, e azzardo movimenti che, al di fuori del teatro, non farei mai.

Dopo una brevissima pausa, senza perdere nè concentrazione nè il lavoro muscolare, c'è un'ora di parte vocale. La mia voce passa dal diaframma al torace, alla bocca, al naso, alla testa.
E' incredibile quanto poco l'uomo conosca il proprio corpo. Ad ogni nota più alta che riesco a raggiungere senza il falsetto, o a quella più bassa che tocco senza raschiare la gola.. mi amo.
Mi sento completa, consapevole e padrona di me stessa.

Poi c'è la parte finale.
A volte lavoriamo su di un testo. Altre volte sull'improvvisazione.
Ma più spesso capita che sia Lui a guidarci, con la sua voce bassa e calma sopra le note della musica rilassante.

E' in questo modo che, ieri, è avvenuta la mia catarsi.
Mi sono vista dall'esterno, sono stata quello che credo di essere e sono stata quello che gli altri vedono in me.
"Ha le braccia incrociate sul petto, la tuta, le sopracciglia aggrottate e sembra simpatica. Ha la testa rivolta verso l'alto, è vestita con colori sgargianti, una gonna gitana e dovrebbe guardare gli altri in faccia quando le parlano. Ha le braccia incrociate dietro la schiena, è a piedi nudi e ha i pantaloni attillati con la canotta dorata, sembra che abbia qualcosa dentro: un'energia che prima o poi esploderà. Ha i capelli sciolti davanti al volto, i vestiti larghi che la nascondono ed è un peccato."

E poi sì, sono esplosa. Ho lasciato la mente correre indietro, indietro, indietro. L'ho lasciata frugare dolorosamente nel mio ventre, nelle mie viscere. Ha avuto il mio cuore fra le sue grinfie mentre i miei pugni si serravano fino a far diventare bianche le nocche.
Il mio corpo, scosso da tremiti, si è trasformato in una me sopita, fino a che un urlo di rabbia non ha sovrastato i pianti e le risate di chi mi stava attorno.
Poi c'è il conto alla rovescia.
E quando arriva lo zero riapri gli occhi e guardi incredula tutti gli altri, in quell'intimità tanto fragile che rischia di essere rotta al minimo movimento.
Dopo non parliamo quasi mai. Ci guardiamo negli occhi. A volte ci sorridiamo. A volte ci abbracciamo con amore fraterno, prima che arrivi l'imbarazzo a complicare le cose.

Ci ho impiegato un po' di tempo per capire che quello che ho vissuto era reale solo sul palco, mentre al di fuori dello spazio era solo finzione. Solo un richiamo di emozioni passate.
Ma quando finalmente l'ho capito, mi sono sentita meglio.

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giovedì, febbraio 07, 2008

Uovoallacoque, ila-m, noi, passato, presente

A E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti la mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambella e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in tv la notte prima e portarti a far vedere l'occhio e non ridere delle tue barzellette e desiderarti di mattina ma lasciarti dormire ancora un po' e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo i tuoi seni il tuo culo il tuo

e sedermi a fumare sulle scale finchè il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finchè tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell'orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e l'altro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perchè credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell'angelo dell'albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perchè non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perchè riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando poi te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perchè anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente fin dalla prima volta che te l'ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perchè è questo che meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perchè so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perchè è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancor peggiore e far l'amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell'/ assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te.

[ Tratto da: Crave - Sarah Kane ]

In questo pezzo ho trovato tracce di noi. Del nostro presente, del nostro passato.
E' così pieno di amore che mi sono commossa, leggendolo sul tram mentre andavo a teatro.

Sarah Kane si è suicidata nel 1999.
Stasera ho contattato tramite mail un aiuto regista che lo scorso anno mi ha fatto un workshop teatrale, e che nel 1997 la incontrò, mettendo in scena la sua prima opera: Blasted.

E' che, dopo aver letto le sue opere.. io ho bisogno di sapere qualcosa in più di lei.
Non mi basta una sua foto.

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venerdì, dicembre 21, 2007

It's Xmas' Time!

Milano ti mette addosso l'atmosfera natalizia.

E' inevitabile, visti gli addobbi del centro (la zona che più frequento, oltre ad essere quella più "curata" per quanto riguarda l'estetica del natale).
Oggi, tornando a casa dopo un'intensa giornata a teatro, mi sono divertita a guardare la miriade di persone con sacchi e sacchettini strabordanti di regali, tutti affannati a correre per prendere la metro, il tram, per ultimare le compere.
Tutti infagottati in sciarpe, guanti e cappelli che vengono automaticamente tolti e rimessi ad ogni entrata di negozio, dopo aver pronunciato la fatidica frase "Che caldo qua dentro!"

Ed io ero una di loro, che come al solito (malattia a parte) mi sono ridotta a comprare i regali all'ultimo minuto.

Quest'anno, per la prima volta da quando sono nata, non passerò il Natale in "famiglia"(dove per "famiglia" intendo assieme ai miei genitori ed alla Sfranta) : inventando la scusa del lavoro ho trovato il modo di passarlo con ila-m, da sua sorella.
Non sarebbe andata così se la Sfranta non si fosse trasferito in Finlandia. Sarei tornata giù in Toscana più che volentieri, perchè io il Natale lo associo a lui: è sempre stato lui che, fin da quando aveva 12-13 anni, curava il presepe e l'albero di Natale, preparava festoni con cui addobbare il salotto, e bigliettini personalizzati per tutti.
Erano anni d'oro quelli..quando mia nonna era ancora viva, quando la Sfranta non aveva ancora fatto coming out, quando io non avevo ancora preso coscienza di me..

Quando, in pratica, credevamo veramente di essere una famiglia unita e felice.
Solo adesso mi accorgo che in realtà non lo siamo mai stati: io e mio fratello non esponevamo mai i nostri dubbi, e quelle poche volte che parlavamo delle nostre paure e problemi a mamma e babbo alla coque.. beh, ci sentivavamo rispondere che "Non sono questi i problemi della vita", che "Sono delle piccolezze.."
Ma quelle che agli occhi di un adulto appaiono piccolezze, per degli adolescenti in piena crescita sono macigni, che andando avanti con gli anni crescono sempre più.
E alla fine le tieni nascoste, le piccolezze.
Lasci che si accumulino in un angolo, e fai finta di non accorgerti della loro esistenza.
Fino a quando il sassolino più piccolo cede, ed ecco che ti frana tutto addosso.


Ed io quest'anno non me la sento di passare il Natale con i miei, in una casa spoglia di addobbi che non ho mai veramente sentito mia, a scartare solitaria il mio pacchetto-regalo, che ogni anno rivela contenere un paio di pantofole.

Mi metterebbe addosso un'enorme tristezza (e non a causa delle pantofole).
Però ho promesso di scendere il 26, perchè da una parte mi sento in colpa di lasciare da soli i miei il giorno di Natale (anche se loro lo passeranno con i miei zii e con la mia cuginetta di..8? 9? anni) : temo che per un genitore il passare il Natale senza figli faccia tanto sentire "vecchi", non so se mi spiego..
E non voglio pensare alla Sfranta, sperduta nella sua piccola baita in legno nella neve, a scartare un corno di renna.
Oddio, me lo immagino così, giuro: è un'immagine tremenda!

Uff, ma basta adesso con questi discorsi tristi: in fondo questo è il primo Natale che passo con Ila-m, e sono 3 anni che sognavamo di farlo ;)
Non vedo l'ora che apra i regali.
E sono curiosissima di sapere cosa mi ha regalato lei: non nascondo che appena posso sono lì che tocchiccio i regali, per scoprire cosa possano contenere!
Per adesso c'è la paura comune di averci regalato la stessa.
Sarebbe il colmo!

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mercoledì, novembre 21, 2007

Orsi & Scoiattoli



"Staremo insieme nella nostra tana di orsi e di scoiattoli, e vivremo di miele e di noci.. di tante, tante noci! E ci canteremo delle canzoncine che parlano di noi, delle tane calde, e del confortevole cavo dell'albero.. e ce ne staremo sdraiati al sole. E tu, con questi grandi occhi starai attenta alla mia pelliccia e mi aiuterai a tenere le unghie in ordine, perchè io sono un orsaccio un po' malandato e disordinato, e io starò attento che questa lucida e meravigliosa coda sia sempre ben lustra, perchè tu sei un bellissimo scoiattolo, anche se non troppo intelligente, e così dobbiamo stare attenti. Ci sono delle cattive trappole d'acciaio sparse da per tutto, che aspettano gli animaletti un po' matti, un pochino satanici e timidissimi, come te."

[ Tratto da "Ricorda con Rabbia" - John Osborne ]

Eclissando su chi è l'orso e chi lo scoiattolo, credo che adesso andrò a cucinare.
Ho appena finito di lustrare la nostra tana calda, ed ho approfittato di aspettare che il pavimento asciugasse per mandare un po' di curriculum in qua e là,con la speranza che qualcuno richiami.
Oggi è una giornata nuvolosa, e credo che faccia abbastanza freddo perchè non ci sono passerotti che fregano il cibo dalla ciotola di Nebbia, qui sotto ;)

Dovevamo andare a comprare l'albero di Natale e le lucine, ma con questo tempo chi ha voglia di mettere il naso fuori da casa?
A proposito di albero di Natale: mi sarebbe tanto piaciuto poter portare su Pino Ciuffetto, ma neanche a pigiarcelo non ci sarebbe proprio entrato nella macchina del cognato di ila-m!

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martedì, ottobre 30, 2007

Tornata adesso dal Laboratorio Teatrale

Ho trovato ila-m k.o sul letto, con gli occhiali ancora sul naso e il libro di letteratura latina chiuso, di lato. Credo che abbia tentato di aspettarmi.
Ma Milano è fatta così: fai i salti mortali per prendere un tram e.. improvvisamente scopri di dover aspettare 20 minuti più del previsto!
Non c'è un perchè, è la Legge di Murphy.

Così, eccomi qua.
Niente sonno e un'indecisione: andare a letto aspettando la botta di sonno, o restare a scrivere al pc?
Uff, se solo questo pc non fosse così rumoroso..

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lunedì, agosto 27, 2007

Leggendo Stanislavskij

il buon vecchio Kostantin mi sta dando diversi spunti di riflessione, dal punto di vista teatrale -e non solo.
Prima di tutto sono riuscita a capire meglio il mio rapporto con le due parti recitate in questi ultimi anni: Calibano de "La Tempesta" (Skakespeare) e Medea, di "Medea" (Euripide); il primo è un essere viscido che medita vendetta contro il proprio padrone -molto alla Smigol, tanto che Tolkien si è ispirato proprio a Shakespeare per il personaggio-, mentre la seconda è la potente maga tradita ed abbandonata da Creonte, suo sposo.

Ora, quanto al rapporto con il primo, credo di aver fatto un buon lavoro.
Accogliendo al meglio i "se" e le "circostanze date" fornitemi dalla mia insegnante di teatro, penso di essere veramente arrivata all' "io sono". Non a recitare, o ad interpretare un personaggio sul palco, ma a viverlo.
In quello spettacolo io ero il personaggio.
Quanto all'uovoallacoque, ero come eclissata. Regredita a coscienza vigile (mal funzionante, se tengo conto dei crampi che mi sono presi l'ultima volta, o dei problemi alla voce a causa del male utilizzo del diaframma).
Come sia stato possibile non lo so, anche se una spiegazione me la sono data: l'euforia della nuova insegnante.
Prima di allora avevo solo fatto 3 anni di teatro "registico", con un insegnante rigido su quei 2-3 punti imparati eoni fa chissà dove, che comprendevano il "non dare le spalle al pubblico", o la classica posizione a semicerchio. Tutto molto statico, e sempre e solo commedie di Campanile.
Con la nuova insegnante è come se fosse scattato qualcosa dentro di me.
La voglia di fare teatro e l'opportunità di "sfogarmi" ha fatto in modo di avere un briciolo di intuizione.

Con Medea è stato un fiasco totale.
In parte colpa dell'insegnante, a mio avviso: il recitare una tragedia è stato un passo troppo avventato, per ragazzi con poca esperienza. Senza contare che siamo tutti scaduti in clichès.
E poi, devo proprio ammettere che quei cori..
Sì, ok, fa parte del teatro classico il coro, che funge da commento o coscienza dell'attore principale ma.. dio, che coglioni!
Per non parlare poi del mio conflitto con la parte!
A meno di un anno dal tradimento di Ila-m, mi sono vista affibbiare la parte della Medèa triste per il tradimento subìto dal marito (abbiamo scisso Medea in 3 parti, per comodità).
Ora, è ovvio che in una situazione del genere il mio io-attore sia entrato in lotta con l'io-personaggio!
Insomma, mi rifiutavo di recitare la parte della donna distrutta dal tradimento.
Del resto, ho sempre detto che mi sarebbe venuta meglio la parte incazzata, la reviviscenza mi sarebbe venuta naturale.

E dopo questo papiro di blateramenti mi ritrovo a vedere sotto un'altra luce tutto ciò che mi accade. Ogni vicenda andrà a fare parte di quel "bagaglio emotivo" che mi servirà in scena, al fine di rendere più realistica e vera possibile l'interpretazione.
Al fine di raggiungere a completa unione fra l'io-attore ed io-personaggio.

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martedì, agosto 07, 2007

Sono sveglia da mezz'ora

e penso che stamattina dovevamo fare colazione assieme.
Invece no, perchè ila-m è stata chiamata al lavoro e così è saltato tutto.
Spero solo che non ci sia tanta gente a pranzo, così vado a riprenderla presto, in tempo per passare il pomeriggio assieme.
Perchè alla fine è da venerdì che non ci vediamo.
Sì, ok, lavoriamo assieme ma.. siamo così intente a lavorare che capita di rado di incrociare lo sguardo.
Anche perchè la lavastoviglie sta in un angolo, e con io che sto alla piastra ci diamo reciprocamente le spalle per quasi tutta la sera.
Poi certo, ogni tanto c'è qualche sfioramento voluto.
Tipo quando io riempio la padella con le cozze e lei si piega per rimettere a posto i piatti puliti.

Insomma, fra lavoro (o meglio lavori, contando anche l'altro mio lavoretto oltre il ristorante), prove di teatro e quant'altro.. è da venerdì che non ci vediamo.
Però, vedi?
Adesso che manca poco più di un mese, sogno di farle il caffèlatte nella "nostra" cucina dal pavimento in cotto.
Magari in una di quelle domeniche d'inverno, mentre Milano è ancora avvolta dalla nebbia.

E so già che mi mancherà la mia Maremma, con quei campi coltivati che sorridono di sole e le balle di fieno che mi piacciono tanto.
Ma questo non ha importanza, finchè avrò accanto te.

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