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venerdì, dicembre 25, 2009

Have yourself a Merry Little Christmas

Click

"Ho sempre pensato che quello che fai a Natale rappresenti un po' la tua concezione della vita.
Avrei passato questo Natale come facevo di solito: guardando videocassette e facendomi di alcool e droghe!
"

Eh sì: "About a Boy" è proprio il mio film preferito!
Per quanto riguarda il mio Natale, prima di seguire i consigli di Will, ho dovuto partecipare al pranzo (fortunatamente senza parenti prossimi).
L'apice del pasto si è raggiunto mentre alla tv passavano le immagini dell'attentato al Papa (unico evento che mi ha rallegrato in tutta la giornata) e il cane di là in salotto reclamava aiuto per scendere dal divano: mamma mi ha scaraventato un piccione striminzito con un collo giraffesco nel piatto, babbo ha esclamato senza indugi e con tono funebre "Questo è il peggior Natale della mia vita".
Ho concordato ad alta voce,ho tracannato un bicchiere di novello.

Poi ho aspettato che qualcuno venisse a salvarmi.

*Aggiunta del post-Natale*

Ovviamente non poteva finire così semplicemente e così, giacchè il cane non voleva dormire da solo, mi sono messa a guardare l'immancabile puntata natalizia di X-Files: una vera e propria goduria per gli appassionati. (How the ghosts stole christmas - ep. 6x06)
Alle due di notte è impossibile non traslare su se stessi ciò che si sta guardando la notte di Natale, no?

"Lei appartiene alla categoria dei narcisisti egomaniaci farisaici e iperzelanti.
Ama definirsi un individuo semplice ma nel quotidiano sfoggia un atteggiamento altamente compulsivo e stakanovista permeato dall'asocialità. E' un terreno fertile sul quale rischiano di attecchire svariate patologie mentali.Sa perchè è convinto di aver visto tutte quelle assurdità?Perchè è un uomo solo. Un uomo solo e disperato che si consuma perseguendo illusioni paramasturbatorie. Che cerca di infondere alla sua vita quel briciolo di significato che la sua patetica incapacità di adattamento sociale non le permette di assimilare attraverso i canali convenzionali. Lei ha un' alta stima di sè, si considera passionale, sincero, incompreso.
Lei è destinato a sorbirsi il suo eterno razionalizzare perchè ha paura, paura della solitudine. Ho indovinato?
"

Semplicemente stupendo.

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martedì, settembre 22, 2009

Sgradevole sensazione di vivere in un film,

in un film grottesco.
No, non parlo di quelli tipo Boldi e De Sica, ma piuttosto qualcosa che si avvicina ai film della Buy, con quell'atmosfera indescrivibile che pervade tutta la pellicola, e che alla fine dei 90 minuti ti lascia con l'amarognolo in bocca.

Oggi pomeriggio, ad esempio, me ne stavo seduta tranquilla su una panchina assieme ad Ila-m dopo aver mangiato un bel gelato (ai gusti di ricotta e fichi, cacio e pere e menta), quando il telefono ha squillato.
Niente di anormale, qui, se non fosse che dall'altra parte della cornetta c'era mia madre, furibonda, che mi sbraitava contro di aver lasciato la casa in disordine; dopo cinque minuti buoni di urla ininterrotte ho deciso che era meglio riattaccare e parlarne a quattr'occhi.
Nel tragitto fra il parco e la casa ho incontrato la mia vecchia Prof. di Educazione Artistica delle medie, che ha voluto sapere nei minimi dettagli la mia vita negli ultimi 7 anni.

Entro in casa e trovo la psicopatica accanto al pianoforte, con in mano una manciata di spartiti che, sì, ok avevo lasciato in terra.. ma prenderli e lanciarli in aria al mio arrivo non mi sembra la soluzione migliore, no?
Dopodichè ha iniziato a domandare "Cosa ci fa tutta quella birra e quel vino nella spazzatura?" (una ceres ed un Chianti scadente) e a fare l'apologia della sua ideale uovoallacoque, che non ha mai bevuto birra nè vino, e anche poca acqua!
Poi si è trasformata in una SS ed ha iniziato ad ordinare di pulire questo e quello e quell'altro ancora perchè lei non aveva lasciato la casa in quelle condizioni! E chissà in che modo vivi te, ah ma io non ti ho imparato (sì sì, ha detto proprio "imparato") il disordine, perchè chi è disordinato nelle cose è disordinato anche nel cervello!

Quindi, fatemi capire: bevo poca acqua e ho disordine nel cervello.
Uhm, non credevo che essere gay provocasse questi danni collaterali!

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sabato, giugno 20, 2009

C'è di n-uovo che

quando ho salito l'ultima rampa di scale è stato babboallacoque a vedermi per primo.
E dalla sua faccia ho capito che mammallacoque non gli aveva detto nulla della visita programmata, perchè "Pensavo che non saresti venuta" mi ha spiegato poco più tardi, mentre eravamo entrambe sedute sul divano del salotto.

Probabilmente è stato tutto merito del sogno fatto la notte precedente: compravo una cialda con gelato ai gusti di ricotta e fichi, menta, e cioccolato. Se non avessi fatto quel sogno, dubito che avrei trovato il coraggio di NON rimandare ancora quello che era giusto fare.

Così, dopo i primi due minuti di un'imbarazzante, banale conversazione ("Come va il lavoro?" "Sì, bene. A te?" "Bene" "Bene."), ai primi 5 secondi di silenzio siamo scoppiate a piangere entrambe, per ore.
E ci siamo abbracciate: il 16 giugno 2009 l'uovoallacoque ha abbracciato sua madre per la prima volta nei 21 anni che avrebbe compiuto giusto il giorno seguente.
Ci sono state parole dette a cuore gonfio "Sei sempre la mia bimba", "Non voglio nessun'altra mamma", ed altre ancora che non credevo che sarei riuscita a dire, e che so di non avere il coraggio di ridire.
Per il resto, ila-m per adesso viene appellata come quella, o al massimo come quella-che-sta-con-te, e so che è già un enorme passo avanti. E' iniziato un lungo percorso di accettazione, alla quale forse non arriveranno mai.
Il prezzo per la riconciliazione è stato pagato: io ho perso il portafogli, il babboallacoque è stato tamponato da un camion che ha semi-distrutto la macchina nuova.

Le emozioni continuano a travolgermi inaspettatamente, come questo temporale estivo che si sta scatenando proprio adesso fuori dalla finestra.
E non nego che vederti spuntare dall'entrata dello stabilimento balneare sia stato il secondo regalo più bello del mio compleanno: tu, con le tue magliette colorate e un giardino zen nel posacenere della macchina. E in fondo sapevo che lo avresti fatto, che saresti venuto, da bravo QUATTRO. Lo sapevamo entrambi: è per questo che abbiamo fatto finta di niente fino all'ultimo, no? La tua visita è stata un antipasto, hai ancora altri luoghi da assaporare, assieme alla pappa al pomodoro.

E continuo ad aspettare, ma stavolta attendo un pomeriggio libero da poter spendere assieme ai miei dolci "Tre quarti", come dice egi, per comprare stupidi oggetti con i quali personalizzare casa.

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lunedì, maggio 25, 2009

Yes, weekend!

I miei fine settimana stanno diventando sempre più lunghi, e lo stato di distruzione fisica e mentale con cui ne esco è direttamente proporzionale alla mia felicità. Sì sì, direttamente: più sono felice, e più mi metto alla prova.

Questa volta il mio fine settimana è iniziato giovedì sera, quando ho avuto il coraggio di dire all'insegnante di teatro tutto ciò che ne pensavo sulla performance che stiamo preparando. Non sono mancati i malintesi, ma alla fine della discussione mi sono sentita decisamente più leggera.
Peccato che lo spettacolo mi faccia cacare ugualmente.

Venerdì in maremma, invece, ho avuto la conferma delle voci di corridoio che giravano da un po' (le ultime 3 righe, per intenderci) quando a notte inoltrata sono piombata in garage con Egi e Sara-sca e mi sono ritrovata davanti questa qui, nera, al posto della Limitata. Ho imparato a memoria le ultime cifre della targa, ripromettendomi di staccare il simbolino non appena la troverò fuori, di notte.

Sabato mattina all'insegna del recupero dei vestiti estivi. La missione è iniziata alle 11.15, dopo essermi assicurata tramite una chiamata che la casa fosse libera.
Non riesco neanche a descrivere la sensazione che ho avuto, una volta entrata: mi sono sentita una perfetta estranea, una ladra. Il cane che mi ha riconosciuta a stento, l'acquario dismesso da anni.. pieno di pesci e e e una scrivania nuova in quella che un tempo era la mia camera da letto ma che adesso sarà diventata lo "studio" di mio padre. O la camera degli ospiti.
Ho arraffato pantaloncini, magliette a maniche corte. Ho appallottolato tutto nello zaino, e alle 11.30 ero già nuovamente sulla macchina di Egi, che mi ha portata lontano, per calmarmi.
E mentre l'mp3 suggeriva la soluzione ho pensato "che colmino pure i loro vuoti e i loro errori con oggetti costosi: io farò lo stesso, ma con sorrisi di altre bocche ed abbracci di altre mani".

Ho tentato di non pensarci più. Ho fatto il primo bagno della stagione, tuffandomi dalla stessa barca sulla quale, più tardi, io ed Egi abbiamo fatto finta di essere due pirati. Come se avessimo ancora 13 anni, quando fingevamo di far parte di una banda.
Ho mangiato le prime ciliegie dell'anno, bevuto birra su birra, sono diventata fratello di un amico che forse d'ora in avanti si fiderà di me, ed infine sono crollata a dormire sui sedili posteriori prima, e trascinata a letto dopo.

Solo tre ore più tardi (7,15 in punto) è suonata, crudele, la sveglia: è stato il primo giorno di lavoro al barretto.

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sabato, maggio 02, 2009

Primo Maggio del '53

Auguri, babbo.

Avrei semplicemente detto "auguri" oggi al telefono. Senza il punto esclamativo nè maiuscola: auguri.
Ho provato a chiamare, di mattina, e quello degli auguri sarebbe stato un ottimo pretesto per intuire il resto dai toni di voce.
Segreterie telefoniche ai cellulari e squilli a vuoto al numero di casa.

Ho richiamato di sera, seduta su un divano di pelle nera, mentre nell'altra stanza c'era chi cucinava riso basmati con verdure, paprika e curry. Il tutto accompagnato da sangria.

"Pronto?"
"Ciao mamma"
"Ciao.."
"Avevo chiamato per fare gli auguri a babbo. Ho provato stamattina ma non rispondeva nessuno, e i cellulari sono spenti.. mi passi babbo?"
"Eh.. babbo non c'è.."
"..."
"..."
"Come non c'è?"
"Eh, no.."
"E dove è?"
"Eh.. non lo so.."
"..."
"..."
"Che vuol dire non lo so?"
"E' andato via due giorni fa, senza dirmi niente.. io ero a lavoro e quando sono tornata.."
"Ma.. in macchina?"
"Eh ho cercato oggi ma non l'ho trovata.."
"..ma perchè scusa?"
"Ehh perchè.. perchè non la regge questa situazione.."
"..."
"..."
"Questo Venerdì credo che tornerò giù. Ma non ne sono sicura. Ti faccio risapere."
"Ah, va bene.. te come stai?"
"Bene. Bene, un po' di raffreddore."
"Ah"
"..."
"..."
"Vabbè, allora.. niente, ti faccio risapere."
"Va bene."
"Ciao."
"Ciao"


Sono andata in cucina: le verdure sfrigolavano, mentre mi lasciavo abbracciare.

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mercoledì, marzo 04, 2009

Se telefonando io..

[Prologo]

Venerdì scorso sono tornata a "casa" per tenere il laboratorio teatrale, come ogni settimana da ormai un mese.
Al ritorno ho preso il coraggio a due mani, e sono andata a parlare con babboallacoque.
Per la prima volta dopo quella giornata.

"Volevo sapere se mi darete ancora i soldi per l'affitto, e organizzarmi di conseguenza"

Risponde con un tono da serpente a sonagli e cerca il modo di fare polemica.
Glie lo faccio notare ed inizia ad alterarsi.
Dalla cucina mi sposto in salotto, e mammallacoque coglie l'occasione per rincarare la dose: inizia un duetto di offese gratuite, soprano e tenore contro un contralto che non ha voce.

Balbetto qualcosa. Urlo. Provo a finire una frase. Mi incrino.
Mi spezzo.
Ben presto sono con le spalle al muro e loro davanti che latrano di tornare a casa il meno possibile.
Pochi minuti dopo sono sul molo dietro casa che piango e ululo dando della puttana alla Luna che non vuole farsi vedere.

A salvarmi arriva sara-sca.
Mi trascina in macchina, mi porta a casa sua e continua a ripetere "mi dispiace" scuotendo la testa.
Ho dormito da lei e sono ripartita la mattina dopo.

[Ieri Mattina]

Il telefono squilla sul letto disfatto.
Lo lascio fare una, due, tre volte. Quando lo recupero ci metto un po' prima di decifrare sullo schermo dai cristalli liquidi rotti che a chiamare è "Babboallacoque 3".
Sospiro. Rispondo.

"Pronto?"
"Ciao."
"..ciao"
"Volevo dirti, come li preferisci i soldi. Sulla postepay o quando torni a casa."
"..."
"..."
"Che soldi?"
"Per l'affitto. Quelli che ti dava mamma."
"Lascia stare, non li voglio. Ti faccio risapere per la seconda rata universitaria."
"Uhm. Va bene."
"Ciao."
"..ma questa settimana torni?"
"No."
"Ah, va bene. Ciao."


..e dovrei credere che sia una telefonata di gentilezza, e non uno sporco modo di pulirsi la coscienza?

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sabato, febbraio 21, 2009

Brutta sensazione

quella di sentirsi orfana avendo entrambi i genitori vivi.

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domenica, febbraio 08, 2009

Coming out

Anche se il mio è stato più un find out da parte dei genitoriallacoque.

Già.. fottuta da un appunto scritto l'anno scorso in un quaderno a casaccio che avevo dimenticato da qualche parte nell'armadio. Uno di quei messaggi che lasciavo di fretta quando nel periodo natalizio andavo ad impacchettare i regali al negozio. Una traccia che avevo dimenticato di eliminare tornata questa estate da Milano, come se fossi una criminale che ha commesso un omicidio.
All'inizio ho negato, scivolando sullo specchio proprio come quel gatto nero dell'altra sera che non riusciva a scavalcare il muro troppo alto: ho sentito il rumore degli artigli contro il cemento.

Poi ho finto tranquillità, per cercare di perdere tempo. Ho fatto esattamente quello che avrei fatto normalmente: ho preso le casse, e tutto l'occorrente per il laboratorio teatrale che tengo (parole grosse!) per l'associazione culturale di cui faccio parte, con nonchalance ho chiesto a babboallacoque la macchina e sono scappata da egi. Neanche il tempo di entrare in ascensore che ho iniziato a piangere a fontana e ho smesso solo un paio d'ore dopo, quando Giulia è venuta a prelevarci a casa di egi per farmi fare un giro.
"Prendi un paio di queste sotto la lingua, e tieni pure la boccetta" mi ha detto, passandomi i fiori di bach.

Credo di averne prese almeno una decina ieri sera, quando ho deciso di prendere la palla al balzo e ho deciso di non negare nulla. Ho tentato di parlare con i miei, ed il copione delle loro battute lo sapevo a memoria: è lo stesso che hanno recitato un paio di anni fa alla Sfranta, ma con nuove offese in stretto dialetto pugliese da parte di mia madre,che adesso non mi vuole più parlare oltre ad avermi tagliato i fondi universitari.

Spero che sia solo una questione di tempo, anche se immagino che sarà un tempo molto, molto lungo.

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domenica, ottobre 12, 2008

La naturale evoluzione del "giorno no"

è una di quelle ridicole litigate familiari da film di bassa lega passato su rete quattro.
Quelle che iniziano a causa di una stronzata, uno stupido pretesto per ingigantire tutto e per poi finire a spurtarsi addosso vecchi rancori e ad urlarsi contro offese poco gratuite.

La questione è semplice: non si dovrebbe avere l'incoscienza (incoscienza, sì!) di mettere al mondo figli con i quali non si è capaci di instaurare un minimo rapporto di dialogo fin dall'età di 7 anni, e pretendere all'età di 20 che questi vengano spontaneamente a raccontare di sè e dei propri problemi, e restare shockati se poi questi hanno una crisi di nervi perchè non riescono più a sopportare lo schifo che hanno tutto attorno.

La verità è che io ci spero ancora che imparino a fare i genitori. Che da un giorno all'altro si sveglino e siano comprensivi, e capiscano che è estremamente doloroso diventare adulti senza l'aiuto di nessuno.
E quando mi rendo conto che è solo una mia patetica illusione è ovvio che io porti rancore, che li detesti con tutta me stessa, che mi diano la nausea i loro comportamenti patetici tipo di sepdire la vicina di casa ad indagare cosa c'è che non va.

Aspetto le 15 per partire, andare a casa mia, fare il punto della situazione e decidere di consegenza.

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martedì, agosto 26, 2008

Ascolto Goran Bregovic

e quasi posso toccare la mia voglia di essere sul palco, in questo momento.
Devo frenare il cuore e la mente, per non pensare a tutti questi mesi di immobilità teatrale.

Un paio di notti fa ho avuto l'esplosione, i cui sentori erano nell'aria da giorni.
Diversamente dalle altre crisi, questa volta l'ho avuta direttamente davanti ai miei.
Ho avuto il coraggio di sputare una volta per tutte le mie paure.
Il problema sono le aspettative: le aspettative che ha un genitore sulla vita dei propri figli.
E' normale che un genitore le abbia.
Voglio dire, chi non augurerebbe al figlio una vita migliore della propria?
Ed immagino sia doloroso sentirsi dire che quelle aspettative forse non verranno mai realizzate.
E' doloroso, ma è così.

Ed è altrettanto doloroso per un figlio vedere la delusione sul volto della madre, il disgusto su quello del padre.
Ma cosa ci posso fare io se l'unica mia vera ragione di vita, a parte l'amore, è il Teatro?
Ho vissuto questa estate, in previsione dell'autunno, con due soli pensieri: la convivenza ed il mio ritorno sul Palco.

Ancora una volta mi trovo davanti all'ennesimo bivio: lavorare di mattina, e frequentare la Scuola di Teatro, partecipando anche al progetto del Cantiere Teatrale in provincia; oppure iscrivermi ad una qualsiasi università, dare un esame ogni tanto, ed in parallelo vivere la mia più grande passione.
E poi ci sarebbe il DAMS, ma.. è tutto così confuso. E difficile.
Difficile, perchè non è una decisione qualsiasi.
Non c'è da scegliere fra un thè verde ed uno nero.

Ma della mia vita.

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venerdì, giugno 06, 2008

Buone nuove

E' incredibile quante cose possano accadere in pochi giorni!
Cerchiamo di andare in ordine, che è una scusa come un'altra per fare una delle mie solite liste:

- il 3 giugno era il compleanno della Sfranta: ben un quarto di secolo.
E fin qui niente di eccezionale, se non fosse che.. i miei gli hanno fatto un regalo!
Già, chi se lo avrebbe mai aspettato.. sull'efficacia del regalo ne ho avuto le prove una mezz'oretta dopo, sentendo le urla di mammallacoque che tentava di fermare i pop corn che, impazziti, dalla macchinetta venivano sputati fuori per tutto il pavimento della cucina.

Quello stesso pomeriggio è stato movimentato da tutta una serie di discussioni con le impiegate delle poste, che si erano intestardite nel non volerci cambiare l'assegno postale della restituzione della caparra. Lo dicevo un anno fa e lo ribadisco un anno dopo, con l'aggiunta di un ulteriore requisito di assunzione: essere bionda platino, ovviamente tinta.
Alla fine, come spesso accade, è arrivato il deus ex machina: ovvero il babbo di sara-sca che, spendendo un paio d'ore con noi in quel cazzo di ufficio, alla fine ha risolto tutto.

La sera, nella cara vecchia sede, è stato proiettato Requiem for a dream.
A mio avviso un film decisamente bello sia dal punto di vista delle riprese che dall'oggetto del film. Sarà che mi ha molto ricordato i testi di Sarah Kane, e che da brava uovoallacoque ho avuto la lacrimuccia sull'orlo dell'occhio per quasi tutto il film.


- il 4 giugno, invece, ha visto me ed ila-m impegnate a risistemare le biciclette, per dare il via ad un'estate che, me lo sono ripromessa, sarà piena di movimento.
La Limitata verrà quindi usata solo in casi estremi.
A proposito della Limitata: ho comprato l'adattatore dell'mp3, così da eliminare il problema del "non prende neanche un canale radio", e babboallacoque invece ha risistemato tutto l'impianto dei freni.

In sella alle nostre biciclette (la mia verrà ribattezzata in qualche modo appena troverò il nome adatto) ci siamo messe alla ricerca di un lavoro.
Ebbene sì, niente Nave dei Folli quest'anno.
Da una parte mi dispiace, perchè alla fine le risate che ci siamo fatti lo scorso anno non credo di averle mai fatte su un posto di lavoro.
Però.. anche le 14 ore lavorative credo di non averle mai fatte da nessun altra parte, aggiunto poi a questa dannata allergia da contatto che mi rende assolutamente incapace di maneggiare frutti di mare e pomodori ciliegini.. ed essendo la Nave dei Folli un Ristorante di specialità di Mare, la vedevo dura.
Così mi sono fatta coraggio (o meglio: sono stata in paranoia per un intero pomeriggio e alla fine mammallacoque ha digitato il numero e mi ha mollato la cornetta del telefono in mano) e ho detto tutto alla Boss che, contrariamente a quanto pensavo.. non l'ha presa affatto male, anzi!
Ha detto di andarla assolutamente a trovare un giorno di questi, perchè è da tanto che non ci vediamo e ha voglia di parlare.
Insomma: come al solito mi sono fasciata il guscio prima di rompermelo ;)

- il 5 giugno abbiamo trovato lavoro sullo stesso posto di lavoro.
Un lavoro a turni. A turni! Questo significa che avrò tempo per fare tutto! Che avremo tempo di fare tutto!
Quasi non ci credo.
E poi.. l'esperienza da barista mi mancava e finalmente entrerò nel mondo segreto delle casse.
Sì, le casse: quelle stesse casse che fin da bambina, alla coop, mi hanno sempre incuriosita.
E finalmente riuscirò a soddisfare interrogativi idioti tipo: c'è un tasto apposito che ti calcola automaticamente il resto in base al contante ricevuto, oppure no? Oppure: cosa c'è scritto sul tasto che fa aprire automaticamente il cassetto dei soldi? E c'è un tasto "caffè", un tasto "cappuccino", un tasto "gelato", e un tasto "ghiacciolo"?
Lo scoprirò solo lavorando!

- il 6 giugno, ovvero ieri, ila-m a iniziato a fare le sue prove di.. aiuto bagnino!
Ebbene sì, al fianco del bagnino tutto muscoli niente cervello ci sarà proprio lei che, tirando fuori tutta la sua virilità.. aprirà ombrelloni, scuoterà le sdraio, pulirà la spiaggia e prenderà il sole alla faccia mia che sarò assaltata da orde di bambini di 10 anni che vogliono il gelato: sigh!

Di sera, invece, siamo state al teatro della provincia, a vedere l'anteprima nazionale di Camera di Sangue, di Angela Carter. L'appuntamento agli spettacoli di Giorgio Zorcù è d'obbligo, ed è inutile stare a parlare della bravura dell'attrice Sara Donzelli che, pur essendo da sola a recitare sul palco, fa per altri 5-6 attori.
Il pianista poi è stato eccezionale: ci ha fatto letteralmente pendere dalle sue dita fino all'ultima nota, e abbiamo impiegato un abbondante minuto per riprenderci da tutto lo spettacolo per poi.. scoppiare in un lungo applauso!

- Oggi. Chissà cosa accadrà di nuovo oggi?
Inutile stare qui al pc a chiederselo: meglio andare direttamente.. a viverlo!

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martedì, giugno 03, 2008

Tornare

Quando il treno ha lasciato il confine ligure per mettere ruota sul suolo toscano, nonostante la giornata fosse nuvolosa ed il tempo uggioso, a me è sembrato che ci fosse il più splendido dei soli.
Ed è stato così per tutta la giornata: la vista della capagna maremmana, il ritorno a casa dai miei da Paco e dalla Sfranta, riabbracciare egi e sara-sca, il trasferimento di Pienerottolo in campagna da Sara-sca, andare a mangiare al nostro Bar.. e poi la gente. La gente!
Attaccare bottone con un perfetto sconosciuto (bada caso fiorentino!), in mezzo di strada, cosa che a Milano è impossibile.

Certo, il prezzo da pagare per tutto questo è alto.
Ma in fondo, si tratta solo di tre mesi di non convivenza.
E cosa sono tre mesi, quando abbiamo aspettato per tre anni?
Sono nulla. Sono uno schiocco di dita, un battito di palpebra.
Ovviamente un po' di ombra c'è: inutile dire che sia stato drastico il risveglio stamattina, senza Ila-m. E non nego che sia stato abbastanza straziante salutare la compagnia, con Giulia che aveva i lacrimoni agli occhi, e l'espressione delusa di Alessandro. Ma ho spiegato loro tutto e.. hanno capito.

E adesso che sono qui, in camera mia, ho questa.. effervescenza addosso.
Ho questa miriade di cose da voler/dover fare, come -sistemare le valigie, -passare in posta, -consegnare curriculum, - fare foto, - riprendere a correre, - andare a Teatro venerdì sera, - andare al cineforum stasera, - andare all'incontro letterario giovedì pomeriggio, e..

Ed io mi sento viva.
Mi sento viva, non ho tempo, e sorrido.

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mercoledì, maggio 07, 2008

Il punto della situazione.

Mi ritrovo spesso a fare i conti con "il punto della situazione".
Solitamente "il punto della situazione" è una lista, spesso mentale: una lista delle cose da fare, della spesa, una serie di pensieri su un certo argomento..
Amo fare liste che solitamente non rispetto, sia per eccesso che per difetto.
Ma il solo fare il punto della situazione mi dà quell'impressione di controllo che cerco.
Quindi:

- oggi pomeriggio se ne è andato La Sfranta.
Dopo essermi presa le mie sudate vincite a scacchi, dopo aver finito tutti i troiai finlandesi, dopo la maratona di film, dopo lo scambio di battute "Sfranta, ce l'hai per caso il fondotinta?" "Certo!", "Mi presti il lucidalabbra?" "Sì, ma poco che sta per finire..", dopo essere stati al Rhabar e averlo visto partire in quinta da una persona chiedendo "E' un problema se mi piace lui?", e dopo aver sentito la risposta "Sì, perchè è una lei!"..beh,credo che fosse arrivato il momento di lasciarlo tornare a casa.

- situazione La Sfranta VS genitoriallacoque.
Molto mimeticamente, in questi giorni in cui abbiamo ospitato la Sfranta, ho ricevuto decine di telefonate subdole da parte dei genitoriallacoque. Telefonata tipo:
Babboallcoque: "Ciao."
Uovoallacoque: "Ciao babbo!"
B: "Come va?"
U: "Bene, voi?"
B: "Sì, bene. Davide è lì?"
(Cenni incomprensibili da parte della Sfranta, che traducevo tempestivamente in)
U: "Sì, ma è in bagno!"
B: "Ah. Ma sta bene?"
U guarda la Sfranta che si mette la cremina in faccia: "Ehm.. sì!"
B: "Ah, bene. Ma quando torna?"
E il terzo grado continuava fino a che non sbottavo in un "Senti, ma perchè non lo chiami?Il numero è sempre quello!" dopodichè babboallacoque riattaccava senza salutare, e pure un po' offeso. Mah..!
C'è di buono che.. La Sfranta e Mammallacoque hanno parlato al telefono.
Incredibile, lo so. Ma, a quanto pare, vero!
(Io, nel frattempo, sono in attesa della chiamata della Sfranta in lacrime, che prevedo a breve.)

- domani ci arriva una bionda in casa.
Sì, lo so: sarò costretta a staccare dalla porta l'adesivo barrato di una bionda che recita "Io qui non posso entrare!" ma.. beh, vedrò di riuscire a farle fare una tinta.
Tanto per la cronaca: l'altro adesivo barrato del cavallo con i dentoni ed il gozzo in fuori si sentirà solo, per questi otto giorni.

- giugno sì, giugno no?
Dopo che la Boss della Nave dei Folli ha tirato l'inculata ad ila-m, una mezza inculata alla Sfranta, quanto a me..boh!, stiamo decidendo se scendere o meno all'inizio di giugno.
Ari-boh?!

- Laboratorio teatrale.
Belle ed istruttive le lezioni, eh, per carità. Però quante lezioni che saltano.. troppe!
Colpa dei pochi partecipanti, colpa degli impegni, colpa delle prove della compagnia.. insomma, l'unica stronza che continua a scodinzolare quando sente "laboratorio teatrale" sono io.
Vista la mancanza di rispetto (perchè far saltare una, due lezioni ok.. ma quando iniziano a diventare 3-4 al mese, è mancanza di rispetto) agirò egoisticamente.

E più o meno basta: c'è il secondo cofanetto di LOST, ila-m e Pianerottolo che mi aspettano di là.
Come dire di no?

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giovedì, marzo 06, 2008

Dolce Maremma amara

Tutti mi dicon "Maremma, Maremma.."
ma a me mi pare una Maremma amara,
l'uccello che ci va perde la penna
io c'ho perduto una persona cara.
Sia maledetta Maremma Maremma, sia maledetta Maremma e chi l'ama.
Chi va in Maremma e lassa l'acqua bona
perde la dama e mai piú la ritrova,
chi va in Maremma e lassa la montagna
perde la dama ed altro non guadagna.

Sia maledetta Maremma Maremma, sia maledetta Maremma e chi l'ama.

[Canzone Popolare - Metà dell'800 ?]


Sarò maledetta allora: questa dolce Maremma amara io la amo.
Perchè è capace di stupirmi sempre, di emozionarmi in modi diversi.
E questa volta non è stato solo uno stupendo tramonto a sconvolgermi, ma delle notizie ricevute, dei comportamenti notati.

La sorella di F., appena diciottenne, che si sposa ad inizio Agosto;

la mia insegnante di teatro in "dolce attesa";

ed infine la notizia più pesante, quella di cui ancora non mi capacito. Perchè di fronte alla crudeltà, all'ingiustizia della malattia, non c'è consolazione. Ho rivisto la mamma di sara-sca. Sempre più magra, sempre più debole. Sempre più fragile, con quelle sue ossa che bucano da tutte le parti nell'abbraccio.

Poi c'è questo strano rapporto che ho instaurato con mamma, e di cui incosciamente, probabilmente, avevo bisogno.
Le lasciavo i biglietti di buongiorno sul tavolo, la sera prima. E mi sono sentita così.. così piena di tenerezza a leggere le sue risposte la mattina dopo. Con quella scrittura un po' infantile da poco esercizio, e sgrammaticate di chi la terza media l'ha presa solo per orgoglio.
Così, sono confusa. Non so cosa pensare all'idea che io le manco.
Perchè le manco, me ne sono accorta.
Me ne sono accorta perchè mi ha comprato il latte fresco, il Latte Maremma, quello intero.
E mi voleva a tutti i costi comprare qualche vestito. E' così che lei è abituata ad esprimermi il suo bene, purtroppo.
Ma quello che ho apprezzato di più è stato l'abbraccio di quando sono tornata a casa.

E poi c'è mio padre, con la Belva: il suo computer nuovo da non-so-quanti-giga di memoria.
Lui, ed i suoi tornei di scacchi di cui mi ha parlato con tanto fervore che.. come potevo interromperlo e dirgli che non ero interessata?
In fondo.. forse non è vero che non ero interessata.

E' stato un ritorno diverso, anche questa volta, nella mia dolce Maremma amara.

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giovedì, dicembre 27, 2007

Ho aspettato con ansia

di rivedere dal finestrino i bei paesaggi toscani, mentre il treno si lasciava alle spalle il grigiore di Milano.
Mi piace anche il tratto Ligure, con quegli scorci di mare che si intravedono per qualche secondo, prima di entrare in galleria.
Quando si passa in Toscana, però, è tutt'altra cosa: il cielo limpido, il sole, le campagne, il mare..

Ed eccomi qui, in questa vecchia casa che mammallacoque sta rivoluzionando piano piano: ha rimesso in camerina il vecchio tappeto su cui io e la Sfranta giocavamo da bambini, ha attaccato una lavagnetta magnetica in cucina, ha fatto sparire diversi quadri dalle stanze.. ed ha in progetto di far ritappezzare il vecchio divano, di rifare l'acquario con il filtro esterno, di chiudere il terrazzo coi vetri e di mettere lì la lavatrice.
Mio padre, da poco in pensione, per adesso si gode gli acciacchi della vecchiaia, e ogni settimana si ripromette le stesse cose che non riesce mai a concludere: smettere di fumare, risistemare il garage, fare più passeggiate..

Fa uno strano effetto, essere qui.
Ieri sera, preferendo la deserta città notturna, sono uscita a fare due passi con il cane, invecchiato anche lui.
"Mammallacoque, il cane ha le cataratte agli occhi!"
"Hai visto? Ha perso anche un dente!"

Hanno finalmente cambiato gli addobbi natalizi, per le strade.
Stanno spianando (come ogni 4-5 anni) la strada dietro la pineta, che le radici dei pini deformano costantemente.
E ho notato nuovi negozi: una parafarmacia, un panettiere.
Insomma, anche qua la vita va avanti. Solo forse in maniera più lenta.

E' quasi rassicurante tornare.
Fuori c'è un sole che spacca le pietre, ma io non ho il coraggio di uscire.
La verità è che non voglio incontrare nessuno, il che fa ridere se penso che già un paio di persone mi hanno chiesto di andare fuori a prendere un caffè.
Forse più tardi prendo il cane e vado sulla spiaggia.
Ho chiesto a babboallacoque le chiavi della Limitata, che ha l'impianto stereo nuovo fiammante (ma usato).
Appena avrò le chiavi andrò a fare un giro nei dintorni credo.

C'è una cosa che mi ha fatto piacere ieri sera, prima che mio padre uscisse per andare a controllare i risultati delle sue scommesse ippiche.
Prima di chiudere la porta dietro di sè, mi ha chiamata.
Ho risposto dal bagno, urlando "Che c'èèè?"

Ha detto "Sono contento che sei tornata!"

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venerdì, dicembre 21, 2007

It's Xmas' Time!

Milano ti mette addosso l'atmosfera natalizia.

E' inevitabile, visti gli addobbi del centro (la zona che più frequento, oltre ad essere quella più "curata" per quanto riguarda l'estetica del natale).
Oggi, tornando a casa dopo un'intensa giornata a teatro, mi sono divertita a guardare la miriade di persone con sacchi e sacchettini strabordanti di regali, tutti affannati a correre per prendere la metro, il tram, per ultimare le compere.
Tutti infagottati in sciarpe, guanti e cappelli che vengono automaticamente tolti e rimessi ad ogni entrata di negozio, dopo aver pronunciato la fatidica frase "Che caldo qua dentro!"

Ed io ero una di loro, che come al solito (malattia a parte) mi sono ridotta a comprare i regali all'ultimo minuto.

Quest'anno, per la prima volta da quando sono nata, non passerò il Natale in "famiglia"(dove per "famiglia" intendo assieme ai miei genitori ed alla Sfranta) : inventando la scusa del lavoro ho trovato il modo di passarlo con ila-m, da sua sorella.
Non sarebbe andata così se la Sfranta non si fosse trasferito in Finlandia. Sarei tornata giù in Toscana più che volentieri, perchè io il Natale lo associo a lui: è sempre stato lui che, fin da quando aveva 12-13 anni, curava il presepe e l'albero di Natale, preparava festoni con cui addobbare il salotto, e bigliettini personalizzati per tutti.
Erano anni d'oro quelli..quando mia nonna era ancora viva, quando la Sfranta non aveva ancora fatto coming out, quando io non avevo ancora preso coscienza di me..

Quando, in pratica, credevamo veramente di essere una famiglia unita e felice.
Solo adesso mi accorgo che in realtà non lo siamo mai stati: io e mio fratello non esponevamo mai i nostri dubbi, e quelle poche volte che parlavamo delle nostre paure e problemi a mamma e babbo alla coque.. beh, ci sentivavamo rispondere che "Non sono questi i problemi della vita", che "Sono delle piccolezze.."
Ma quelle che agli occhi di un adulto appaiono piccolezze, per degli adolescenti in piena crescita sono macigni, che andando avanti con gli anni crescono sempre più.
E alla fine le tieni nascoste, le piccolezze.
Lasci che si accumulino in un angolo, e fai finta di non accorgerti della loro esistenza.
Fino a quando il sassolino più piccolo cede, ed ecco che ti frana tutto addosso.


Ed io quest'anno non me la sento di passare il Natale con i miei, in una casa spoglia di addobbi che non ho mai veramente sentito mia, a scartare solitaria il mio pacchetto-regalo, che ogni anno rivela contenere un paio di pantofole.

Mi metterebbe addosso un'enorme tristezza (e non a causa delle pantofole).
Però ho promesso di scendere il 26, perchè da una parte mi sento in colpa di lasciare da soli i miei il giorno di Natale (anche se loro lo passeranno con i miei zii e con la mia cuginetta di..8? 9? anni) : temo che per un genitore il passare il Natale senza figli faccia tanto sentire "vecchi", non so se mi spiego..
E non voglio pensare alla Sfranta, sperduta nella sua piccola baita in legno nella neve, a scartare un corno di renna.
Oddio, me lo immagino così, giuro: è un'immagine tremenda!

Uff, ma basta adesso con questi discorsi tristi: in fondo questo è il primo Natale che passo con Ila-m, e sono 3 anni che sognavamo di farlo ;)
Non vedo l'ora che apra i regali.
E sono curiosissima di sapere cosa mi ha regalato lei: non nascondo che appena posso sono lì che tocchiccio i regali, per scoprire cosa possano contenere!
Per adesso c'è la paura comune di averci regalato la stessa.
Sarebbe il colmo!

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lunedì, novembre 19, 2007

..per tutto il resto c'è l'Uovoallacoque!

Scoprire che mio padre alle 13 di oggi sarà a Milano e verrà a trovarmi (spiarmi?) non ha prezzo.
Per tutto il resto c'è l'Uovoallacoque!

Ok, vado a nascondere tutto quello che potrebbe far pensare che io ed ila-m stiamo insieme, a tappare la bocca alle coinquiline, a farmi una doccia, a fare la spesa e.. e sono pronta!

Sperando che le 5 di pomeriggio (ora in cui ha il treno di ritorno) arrivino presto, visto che "Oh, babboallacoque mi dispiace.. ma sai qui in casa dovresti dormire sul divano e, sai, non credo proprio che alle mie coinquiline piaccia vedersi un uomo di una certa età che dorme nel proprio salotto, di mattina presto!"

A casa mia ospito solo chi mi pare.

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domenica, novembre 18, 2007

Forse non tutti sanno che

- La Sfranta si è trasferito in Finlandia.

Sul serio, non sto scherzando!
Quella che all'inizio doveva essere una vacanza post-lavorativa dove rilassarsi e distendere i nervi, si è trasformata in una permanenza "fino a quando avrò soldi"
Ed il bello è che lo stronzone me l'ha detto per sms, così che ho fatto giusto in tempo a vederlo quando sono scesa giù.
Fra 2 giorni sarà un mese che se ne è andato, con conseguenza catastrofiche, visto che quello scemo come lo è andato a dire ai miei?
Con un biglietto lasciato sul tavolo della cucina.
Cioè, voglio dire. Non si tratta di "Mamma, babbo, stasera dormo fuori."
No, è un "Io vado a vivere in Finlandia, ciao."

E' quindi più o meno un mese che i vecchi vivono da soli a casa, con il cane che, secondo me, sta architettando anche lui il modo per andarsene il più presto possibile.
Con la Sfranta ci sentiamo raramente.
Mi ha chiamata qualche giorno fa per dirmi che lì la massima è -12°C, e che ha perso i guanti che gli ho regalato. Mi ha anche detto di aver scopato con un tipico Finlandese biondo-occhiazzurri-bello-ed-impossibile, puntualizzando che non ha capito un accidenti di quello che gli diceva, in inglese. Allora mi sa che sono passati ai fatti, lasciando da parte le parole.

Se la Sfranta la sento poco, con i miei è il contrario.
Davvero, non capisco come possano tentare di essere oppressivi anche a 400 km di distanza (sebbene mio padre dica ogni 3x2 che vuole salire a trovarmi, ed io non so se prenderla come una minaccia).
La telefonata standard è più o meno questa:

Mammallacoque "Ciao, come stai?"
Uovoallacoque "Bene, voi?"
Mammallacoque "Sì, anche noi. L'hai trovato il ragazzo?"
Uovoallacoque "Ma mamma!!"
Mammallacoque "Vai, esci, fatti amicizie di maschi: non stare sempre in casa! Ma esci almeno?"
Uovoallacoque "Sì mamma, sono uscita anche ieri, in Duomo.."
Mammallacoque "Ti vuole babbo, ciao!"
Babboallacoque "Ciao, come stai?"
Uovoallacoque "Bene, voi?"
Babboallacoque "Eh, insomma. Fa freddo, lì?"
Uovoallacoque "Sì, anche qui."

Da qui, in ordine sparso, ad ogni telefonata vengono poste le seguenti domande/fatte le seguenti ramanzine:
a) "Tuo fratello lo hai sentito? Ma che fa? Dove vive? Dove pensa di andare?"
b) "Ma allora non ti vuoi proprio iscrivere all'università, neanche te? Guarda che poi ti ritroverai a vivere una vitaccia! Tutte le tue amiche sono andate all'università, tu sei l'unica!"

Alle quali vengono date le seguenti risposte:
a) "No babbo, ma che ne so io.. non ho i soldi nel cellulare, figuriamoci telefonare in Finlandia!"
b) "Anche tutti i tuoi amici sono andati all'università. Tu sei stato l'unico."

Dopodichè mio padre tenta di rimediare, io mi incazzo, lui mi ripassa mamma, mamma mi saluta.
E questo accade TUTTI i giorni.

Da notare come, astutamente, evitino il tasto economico della mia vita.
Tanto per non prendersi troppe responsabilità, insomma.

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