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sabato, giugno 09, 2007

Andy se ne è andato

Andrew era un cane pigro.
Talmente pigro che non aveva mai voglia di giocare con la pallina, nonostante un UovoallaCoque di quattro anni continuasse imperterrita a provarci.
Poi in casa di zia arrivò Ovolina la gatta (successivamente rinominata Marta perchè mio zio smise di lavorare nel trasporto delle uova), che partorì Prugna e con lei si che passavi i pomeriggi!
Ma questo è un altro discorso.

Andrew, nei suoi 15 anni di vita, è sempre stato un cane "bono come il pane", diceva nonna.
Mai un morso, e dire che glie ne facevo di tutti i colori eh!: dal mettergli occhiali davanti agli occhi e una sigaretta di zia sotto al labbro, dai cappelli in testa alle esplorazioni in bocca.. niente! Non ha mai fiatato.
Abbaiava giusto quando suonavano il campanello, due sbuffi appena accennati e poi tante feste a chi entrava in casa.
Un cane in sovrappeso, ma non riusciva a rinunciare alle Galatine che nonna gli dava di nascosto.
(Si sà come sono le nonne, credono nei poteri curativi delle caramelle.)

Poi la vecchiaia ha iniziato a farsi sentire, i denti a cadere, la tosse a scuotere la ciccia, le zampe a fare brutti scherzi, l'udito a calare di pari passo con la vista.. ma l'olfatto no!
Sentiva il tuo odore e il codino ricciolo iniziava a scodinzolare tutto contento.
Stamattina Andrew (Andy per gli amici) s'è spento.
Non ho avuto il coraggio di entrare nella stanza per vederlo.
Preferisco ricordarlo come il cane pigro che non aveva voglia di giocare, ma che non mancava mai di farti le feste e di darti un leccotto sul naso.
Lasciandotelo bavoso e puzzolente.

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2 Commenti:

  • Alle 3:49 PM , Blogger Franco ha detto...

    Mi dispiace per Andy... ho avuto un cane anch'io per 17 anni, peloso e baffuto come pochi, che aveva mille vizi ma era simpaticissimo.
    Mi ricordo che mi accompagnava sempre in giro quando uscivo con gli amici. Una volta, girando con due macchine, ci fermammo a fare benzina e, chissà perché, ripartimmo con ciascuna macchina convinta che il cane fosse salito sull'altra. Ci accorgemmo che non era con noi solo dopo 20 chilometri, quando arrivammo.: "Ma Mara -così si chiamava- non era in macchina con te?". "Ma no, era con te!"... Gulp!
    Tornai indietro di filato e trovai Mara appollaiata davanti al distributore, che mi guardava con la solita aria buffa, ma stavolta con un pizzico di stupore e disapprovazione.

     
  • Alle 9:54 PM , Blogger giraffa ha detto...

    Capisco benissimo..ho vissuto con la mia Micol, dolcissimo pastore tedesco, per undici anni..pensa che, nonostante fosse diventata cieca a causa del diabete, ha continuato a giocare con me prendendo in bocca dei bastoncini di legno. E basta così, sento già il groppo in gola..ciao:-)

     

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